Overtourism: il turismo di massa che sta cambiando il mondo (e come possiamo agire)

Overtourism: il turismo di massa che sta cambiando il mondo (e come possiamo agire)

L’overtourism, o sovraffollamento turistico, è passato da concetto astratto a problema concreto: è una realtà che sta cambiando profondamente il volto di molte destinazioni in tutto il mondo. Alcuni luoghi iconici – dai borghi medievali italiani alle grandi città d’arte – sono ormai in balìa di un turismo incontrollato, con conseguenze economiche, sociali, culturali e ambientali difficili da ignorare.

Ma quali sono le conseguenze reali dell’overtourism e, soprattutto, come possiamo reagire? In questo articolo analizziamo i problemi più gravi, esempi concreti di mete messe sotto pressione e le strategie — individuali e collettive — per andare verso un turismo più sostenibile, con un ruolo da protagonista per piattaforme come Plennar.

Che cos’è l’overtourism e perché è una minaccia concreta

L’overtourism si verifica quando il numero di visitatori supera la capacità fisica o ecologica di un luogo. In altre parole, quando la presenza umana diventa così intensa da danneggiare l’ambiente naturale, il tessuto sociale e l’esperienza stessa di visitare quel luogo. 

Il fenomeno riguarda oggi molte destinazioni, soprattutto quelle “instagrammabili” e le mete iconiche che attraggono milioni di visitatori ogni anno. Oltre 1,4 miliardi di persone viaggiano nel mondo ogni anno, e si prevede che questa cifra salga ulteriormente nei prossimi decenni. 

Le conseguenze reali dell’overtourism

L’overtourism non è solo “troppe persone in un posto”: come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo ha impatti seri e misurabili su vari aspetti della vita delle destinazioni e delle comunità locali.

Deterioramento dell'esperienza turistica

Quando un luogo è troppo affollato:

  • I visitatori affrontano code interminabili
  • La qualità dei servizi diminuisce
  • L’esperienza complessiva diventa meno soddisfacente

Questo rischio non riguarda solo i locali, ma anche i turisti stessi, che possono trovarsi immersi in folle tali da compromettere la loro visita.

Impatti su residenti e comunità locali

I residenti delle città fortemente colpite dall’overtourism spesso sperimentano:

  • Aumento dei prezzi degli affitti
  • Saturazione delle infrastrutture
  • Riduzione di servizi per i cittadini
    Secondo un’indagine italiana, il 56% degli italiani percepisce l’overtourism come un problema, con evidenze di congestione, aumento dei rifiuti, crescita dei prezzi e danni al patrimonio culturale. 

In molte città storiche, come Barcellona, i residenti sono arrivati a protestare contro l’invasione turistica proprio per difendere qualità della vita e identità locale. 

Perdita dell’identità culturale

Un altro effetto diffuso del turismo di massa è la diluizione dell’autenticità culturale: quando tutte le attività locali sono rivolte al turista, le tradizioni, i costumi e le attività quotidiane dei locali si trasformano per soddisfare la domanda turistica, compromettendo l’identità originale dei luoghi.

Impatti ambientali

L’aumento massiccio di visitatori può avere effetti tangibili sull’ambiente:

  • degrado di siti naturali
  • aumento dell’inquinamento
  • pressione sulle risorse naturali come acqua e aree protette
    Questi effetti sono stati documentati in molte aree celebri, dove la sostenibilità dell’ecosistema è messa in pericolo dall’eccesso di flussi senza gestione.

Le risposte tradizionali all’overtourism

Molte destinazioni stanno adottando strategie diverse per contrastare il problema:

 

🛂 Quote e limiti di accesso

Luoghi come Machu Picchu in Perù hanno introdotto sistemi di accesso a numero limitato per controllare i visitatori giornalieri e proteggere il sito. 

 

🛳️ Restrizioni sui flussi turistici

Città come Cannes stanno limitando il numero di passeggeri di grandi navi da crociera per ridurre l’impatto ambientale e sociale del turismo di massa. 

 

💸 Tassa turistica e strategie di redistribuzione

Alcuni Paesi e regioni (come la Norvegia o Bali) stanno introducendo tasse ambientali o di soggiorno per finanziare il mantenimento dei servizi e delle infrastrutture locali.

Europa: città iconiche e piccole destinazioni

Anche in Europa molte aree sono sotto pressione:

  • Venezia e Rimini mostrano densità turistiche altissime, con fino a decine di migliaia di presenze per chilometro quadrato. 
  • Paris e Lisbona soffrono di congestione e tensioni sociali legate all’afflusso turistico. 
  • Kotor, Montenegro, è un esempio recente di porti turistici con enormi navi da crociera che mettono a dura prova infrastrutture e residenti. 

Questi esempi evidenziano quanto sia reale e diffuso il fenomeno: non si tratta di un semplice “problema di moda”, ma di una sfida strutturale per molte comunità.

Come possiamo combattere l’overtourism

Un effetto positivo di questo approccio è la visibilità garantita ai territori meno noti. Piccoli borghi, parchi naturali o cittadine storiche poco frequentate possono ricevere maggiore attenzione, con:

  • redistribuzione dei flussi turistici
  • benefici economici più equi tra le destinazioni
  • riduzione della pressione su centri sovraffollati

 

Sostenibilità e rispetto per le comunità locali

Scegliere operatori che rispettano i territori, preferire trasporti più sostenibili e consumare prodotti locali aiuta a distribuire i benefici del turismo in modo equo.

 

Viaggiare fuori stagione

Evita i periodi di picco nelle destinazioni più famose: spesso la stessa esperienza può essere più autentica e meno impattante fuori stagione.

 

Ruolo delle tecnologie e della consapevolezza

Qui entra in gioco l’innovazione: piattaforme che raccolgono dati reali sul comportamento dei viaggiatori possono fornire avvisi in tempo reale sui flussi e suggerire alternative più sostenibili.

 

Una piattaforma come Plennar, basata su dati aggregati di itinerari e prenotazioni, può aiutare a comprendere dove si stanno concentrando troppi piani di viaggio e guidare i viaggiatori verso destinazioni meno congestionate, favorendo un turismo più equilibrato e rispettoso dei luoghi.

In pratica:

  • se un itinerario o una meta mostrano un afflusso troppo alto, l’algoritmo può segnalarlo ai nuovi utenti;
  • nello stesso tempo può suggerire mete alternative che beneficiano dell’arrivo di viaggiatori, creando maggiore equità nei flussi turistici;

questi dati aiutano anche enti e comunità a monitorare i trend in anticipo, evitando crisi negli hotspot. (concetto supportato anche da ricerche sull’uso di dati per gestire l’overtourism) .

Perché viaggiare in modo consapevole conta

Essere viaggiatori responsabili non significa rinunciare ad esplorare il mondo, ma farlo in modo che:

  • il luogo mantenga la sua autenticità;
  • i residenti possano vivere bene;
  • l’ambiente non venga degradato;
  • i benefici economici siano distribuiti equamente.

Questo tipo di consapevolezza è ormai parte integrante di una cultura del viaggio moderna e sostenibile.

Conclusione

L’overtourism è una delle sfide più urgenti del turismo moderno. Le città e i luoghi più iconici del pianeta stanno imparando a gestire i flussi, ma è fondamentale che anche i viaggiatori cambino prospettiva: scegliere destinazioni meno conosciute, viaggiare in modo responsabile e utilizzare strumenti che aumentano la consapevolezza è parte della soluzione.

E strumenti come Plennar possono accelerare la transizione verso un turismo più sostenibile, equo e rispettoso.

Non si tratta solo di viaggiare di più, ma di viaggiare meglio, per le persone, per i luoghi e per il pianeta.